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La Virgola!

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Com’è profondo il mare

Immenso Roberto CammarelleNon capisco come qualcuno possa essere rimasto alla antica mentalità secondo cui nel mondo per comandare si ricerca in maniera sfrenata denaro, potere, successo, popolarità e dire che già da secoli la Chiesa ha dato un buon indizio con la celeberrima minaccia dell’inferno post mortem… Veramente bisognerebbe aggiornarsi. E’ ben diverso il panorama che oggi si presenta ai nostri occhi e tutti lo sanno, tutti lo vedono, tutti lo ammettono, sì, ma non fino in fondo. Oggi come oggi si può anche essere leader senza una lira (euro, sterlina o quant’altro) in tasca… La moneta con più valore adesso è la paura. Vero che la paura ha segnato da sempre il cammino storico dell’umanità, fin dagli albori i primitivi erano terrorizzati dalle bestie feroci, poi si temevano gli invasori, poi ancora le epidemie… ma puntualmente l’uomo si è organizzato, ha inventato palizzate, castelli, medicinali… No, oggi tutti hanno paura.  E chi incute paura ha il potere, il potere di fare tutto quello che si vuole in barba a leggi, convenzioni, governi… neanche tutto l’oro del mondo potrebbe comprare ciò. Prendiamo i grandi Stati Uniti, che tanto sembrano primeggiare ovunque… fiato sul collo alla Russia e in pompa magna va a portare aiuti in Georgia con le forze armate, con tanto di inno e alzabandiera, per incutere, appunto, timore [non scendiamo nel merito di chi abbia invaso chi nello scontro Russia - Georgia, perchè anche lì ci sarebbe da perdersi]. Si lanciano bombe sui paeselli per prendere un mezzo talebano per fare vedere che si è forti e ci sono risorse da sprecare. Ebbene, i tanto potenti USA si zittiscono di fronte agli scempi cinesi… al massimo buttano là qualche battuta… poi, si ritirano nelle loro “cose più importanti”. Viviamo nel mondo più vigliacco della storia. Guardiamo l’Italia, che seppur si districhi discretamente nel panorama internazionale, scappa via con la coda fra le gambe al solo sentir nominare l’impero cinese. “Eh… ma noi chiediamo agli atleti un segno di protesta per le violazioni dei diritti umani in Tibet” dice la ministra Meloni… Ma Petrucci dal CONI molto più giustamente risponde: “ma queste cose non le dovrebbe fare la politica?”. “Non mi dispiacerebbe che gli atleti protestassero, mi complimenterei con loro” dice il ministro La Russa. Risponde Rossi, ancora col remo in mano, “ma queste cose non dovrebbero farle i politici?”. Si sono appena concluse le olimpiadi con gli arbitraggi più scandalosi della storia, medaglie prese e regalate a piene mani. Difficoltà estrema per un Paese estraneo a Cina o Russia di primeggiare in uno sport di Giuria o con arbitraggi influenti [chiedere notizie alle ragazze della ginnastica artistica o a quelli degli anelli o ancora alle fiorettiste o al pugile Russo...]. E mentre nel loro piccolo gli atleti dedicano a chi soffre medaglie e regalano tute e maschere da scherma [esempio lampante l'intervista a Repubblica della Granbassi], sempre più convinti di aver partecipato ad un teatrino in cui lo sport era solo l’allegra cornice; il Comitato Olimpico si lamenta perchè Bolt esulta troppo dopo aver compiuto un’impresa ai limite dell’umano o perchè Spagna e Georgia vorrebbero listarsi a lutto… E vabbè… anche noi abbiamo fatto la nostra, magra, codarda figura. L’ennesima, viste le centinaia di altre oppressioni nel mondo sulle quali si tace in massa e si dimenticano quando non fanno più notizia [do you remember Myanmar? No? strano, qualche mese fa sembrava il caso del secolo... e ora ? che fanno lì ? si spara ? non si spara ? qualcuno ne sa niente??? e Mugabe? che fa Mugabe? ]… ma che si lasci da parte lo sport almeno, quell’unica stupida attività dove anche un Keniano può estasiarsi per la prima medaglia d’oro della storia del suo paese vinta nella Maratona e noi possiamo avvilirci o gioire del dominio incontrastato del gigante Cammarelle, che dopo l’oro nei pesi massimi dichiara: “io sono vicino a chi soffre, ma sono cose a cui comunque deve pensare la politica, mica posso andare la e prendere a cazzotti tutti…”

Ancora tu, ma non dovevamo non vederci più?

Colgo la citazione, non tanto dalla celebre canzone quanto da un epico servizio del mitico Ruoppolo, il Vespa di Teleakras. Finito il periodo di riposo, riparte giai Phong e lo fa con la pubblicazione in anteprima del “numero olimpico” de “La Virgola“, da oggi scaricabile qui a destra –> lì dove c’è la fotina. Trattasi di numero pirotecnico, che, seppur con mille intoppi durante realizzazione e stampa e con qualche errore di battitura sfuggito per stanchezza, mira a riscuotere finalmente il successo meritato… Leggetevillo!

p.s. La copertina è mia

Ben Ritrovati e buona lettura!

A zurro, il pomeriggio è troppo azzurro e l’ungo per me

Se è vero che la tecnologia e il mondo di internet hanno dato tutto un altro taglio al giornalismo, rendendolo sempre più veloce, efficiente, vasto, fruibile… sempre più spesso però… questa eccessiva velocità e questa richiesta editoriale di una figura in grado di sfornare articoli con l’incredibile celerità richiesta dal rutilante panorama dell’informazione istantanea via web, ha degli effetti collaterali importanti, ne sono testimonianza l’alternarsi frenetico di imbarazzate smentite a notizie sfornate di getto senza che nessuno si sia preso in primis la briga di appurarne la veridicità, ma questo è un problema che merita tutto un discorso a se stante. Vi sono anche effetti di minore entità, sicuramente molto più goffi, generati, ci si augura vivamente, da un cattivo rapporto con la tastiera del computer, o magari da distrazione, dalla fretta… chissà… ed è così, che proprio oggi tra le pagine della versione On-line de La Repubblica si può vedere comparire su un articolo di grande interesse come quello di preparazione alla partita dei quarti di finale europei Spagna - Italia, un titolo di questo genere:

“A Vienna gli azzurri contro gli berici si giocano le semifinali senza Pirlo e Gattuso
Vietato sbagliare. La vincente sfiderà la Russia che ha battuto l’Olanda per 3-1″

(potete leggere l’intero articolo, che in realtà non è neanche male, qui)

Possibile anche che tale errore sia stato gettato lì di proposito per esorcizzare il titolo “Condannati alla Perfezione”… comunque non è tanto un voler criminalizzare il povero giornalista per un errore, come tanti probabilmente ne troverete qui e la in questo ed in altri siti… è un pò il rimpianto di un mestiere che una volta sembrava basarsi più sullo stile, sulla tecnica, sulla notizia… sulla qualità piuttosto che sulla quantità del prodotto, quantità che ormai sembra l’unica ed impellente richiesta e che spesso riesce a rendere anche i più volenterosi cultori dello scritto scritto bene alla stregua di normali input di produzione chiamati a creare sempre più output di offerta in un tempo sempre minore per soddisfare una domanda che legge con sempre minor attenzione e fagocita, senza farci troppo caso, articoli su articoli, risparmiando quanto più il proprio tempo, ove possibile, riducendo drasticamente i finanziamenti in termini energetici, sulla parte che prevede di fermarsi un attimo a riflettere su ciò che si è appena letto.

Breve considerazione… sportiva

Russia - Olanda 3 a 1 (dts) … “se la partita fosse durata ancora altre tre o quattro ore i russi starebbero ancora correndo”… plauso alla ennesima dimostrazione che le motivazioni e l’impegno spostano le montagne, con buona pace dell’indiscusso talento degli olandesi, che di certo non hanno dominato la partita.

Le ultime parole famose…

“…Quest’anno all’università si sono impegnati a non far cadere più esami dello stesso corso nello stesso giorno!!!”

Beh, sì, effettivamente così è … ma nessuno aveva detto che non si potevano fare esami di più corsi lo stesso giorno, con gli stessi insegnanti, e soprattutto… nella stessa aula…

A sinistra: Ritratto del versante occidentale del corridoio del quinto piano della Facoltà di Scienze della Formazione in attesa dell’esame di… Inglese 1, Inglese 2, Orale Inglese 2, Filologia Germanica, una sorta di materia in modulo con letteratura italiana della quale disconosco il nome… varie ed eventuali… che avranno luogo  di lì a breve nelle aule: 501, 501, 501, 501 e… 501. A Destra: Immagini tratte dal concerto di Woodstock 1969? mmm… no, non mi pare di aver sentito cantare nessuno… piuttosto direi… ritratto del versante orientale del suddetto corridoio… altri studenti in attesa per le suddette materie nellE suddettE aulE 501.

…Ogni commento temo sia superfluo, anzi, trovo quantomeno ingiusto il fatto che l’Unipa non figuri completamente nell’elenco dei venti atenei migliori d’Italia, che scandalo! E dire che le grandi menti… almeno quelle… ci sono… bah!

Padre Funes: Questioni di Spazio … ultima frontiera

     “Un uomo intelligente, mettendosi gli occhiali, ha fatto distinzione, tra gli esseri animali e quelli vegetali”. Inizia così una delle più famose canzoni degli “alternativi” Bluvertigo, pezzo ormai datato 1997… e continuava “se non esistessero i fiori, riusciresti a immaginarli [...] le stelle che riesco a vedere, sono una piccola percentuale, esiste tutto ciò che io non riesco ancora a immaginare… E’ praticamente ovvio che esistano altre forme di vita” … ma questa era solo una canzone, così come prima ancora nel tempo Star Trek altro non era che un telefilm velatamente spaziale, ma che trattava sullo sfondo temi come l’integrazione delle diversità… ok. Oggi però l’uomo intelligente ha rimesso gli occhiali… e allora grandi rivelazioni “si può credere in Dio e negli extraterrestri” … frase che l’avesse detta chiunque avrebbe lasciato il tempo che trova… chiunque tranne la persona che l’ha pronunciata, il gesuita argentino José Gabriele Funes, teologo e astrofisico… ma non solo, capo degli astronomi e della specola vaticana. In vero non è la prima volta che Funes si lascia andare a simili dichiarazioni, ma in questa occasione, il fatto di aver scelto come mezzo di divulgazione le pagine del “solenne” Osservatore Romano, danno al tutto un che di pomposo e risonante. “Come esiste una molteplicità di creature sulla terra  così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio”. Sicuramente Ineccepibile e pacata la teoria, tanto da poter insinuare il dubbio anche nel credente più fervente. Una bella apertura questa di padre Funes, che toglie un pò di polvere dalla cornice dell’immagine che la Chiesa ultimamente offre di se stessa, sempre più tendente verso le vecchie chiusure. Chi perde l’occasione è ovviamente l’intervistatore, che non può esimersi dal chiedere “da chi fossero stati redenti questi alieni” … solita ambizione tumorale ecclesiastica del monopolio della redenzione… e “se fossero peccatori?” … da applausi la risposta del padre, che probabilmente è la vera bomba dell’intervista, visto i comportamenti della Chiesa nei secoli, “Non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione”. Già… magari non ne avevano bisogno anche molti altri “esseri diversi”, non così lontani da noi… ma questo è un altro discorso… attendiamo con ansia, magari saltano fuori sviluppi positivi anche da questo fronte…

E se la Ragione ce l’avesse il cane?

     Palermo, un normale mercoledì mattina, un ragazzo passeggia per corso Tukory con il suo pitbull al guinzaglio (giusto per la cronaca, il cane sfiora anche il sottoscritto che sta scroccando come sempre i titoli dei quotidiani sportivi a-gratis dal giornalaio all’angolo di via Perez). Pochi minuti dopo, in piazza S. Antonino, il pitbull è attaccato alla gamba di un anziano signore ed il padrone cerca in tutti i modi di tirarlo via, dopodichè, insieme al cane, tenta una piccola fuga, ma senza successo, fermato dai passanti, anziani anch’essi, e dal loro roteare di bastoni in aria. Cosa è successo? Praticamente il malcapitato signore ha alzato, per oscuro (a me) motivo, la voce contro il ragazzo col cane, provocando anche l’ira di quest’ultimo, che lo ha azzannato, fra l’altro senza stringere più di tanto, visto che l’anziano se l’è cavata con qualche piccolo foro sulla coscia… che vista la forza mandibolare di un pitbull è veramente molto poco, ed un grandissimo spavento. Ovviamente a far cornice a tutto ciò la solita atmosfera da “sceneggiata napoletana”, urla, istigazioni al linciaggio, ed infine… l’immancabile festival del luogo comune: “bisognerebbe sopprimere tutti questi cani”, “si, ma su pericolosi”, “avissiru ‘ammazzari prima ‘u patruni e pua ‘u cani”, “e se al posto suo c’era un picciriddu?” … poi di qui si arriva alla versione -notizie inventate ma plausibili- tipo: “a un picciriddu ci manciaru l’occhi”, “a Milano (succede tutto a Milano quando non si conosce la location, che va un pò bene per tutto) attaccaru i picciriddi chi niscianu di scola” …e dulcis in fundo, da parte di una signora appena arrivata e completamente allo scuro della situazione “ma chi successi? EHHHH CU TUTTI STI STRANIERI!” Che ? Dove? Che il malcapitato signore fosse di Palermo non c’erano dubbi… e neanche sull’italianità del proprietario del’animale… che la signora sia riuscita in breve a carpire delle oscure origini extracomunitarie del cane?    Adesso, al di là della reale e tangibile dimostrazione della pochezza della massa, che di fronte ad un avvenimento cala subito le carte del qualunquismo e sopratutto della ripetizione distorta a pappagallo dei temi-clichet mandati a rotazione in onda da telegiornali e varietà di approfondimento vari, e poi sbandierati in programmi politici di questa e/o quella pseudofazione… quello che amaramente pagherà le conseguenze del piccolo episodio di strada sarà proprio quello che meno colpe ha in tutta questa storia, il cane. Perchè il padrone probabilmente pagherà con una denuncia il fatto di condurre il pitbull in giro tra la gente senza museruola e l’anziano passante, da uno scortese gesto di villanìa (l’aver alzato la voce nei confronti del giovane) ha ricavato qualche forellino, un bello spavento e magari qualche soldino… Ma il cane, che certo non poteva rammentare al ragazzo di portare con se la museruola, che non ha fatto che il suo dovere da cane da difesa, nel reagire ad una potenziale minaccia, ai suoi occhi, nei confronti del padrone, e fra l’altro non ha neanche stretto tanto la morsa… e che poi stava tranquillo, legato ad un palo, mentre tutta quella gente intorno inveiva a vanvera… siamo sicuri che in questa società così … poca… misera… sicuri veramente che sia il cane in questione o comunque “il cane di turno” il vero mostro???

Giro d’Italia in Sicilia, un figurone… ma anche no.

Il gruppo al passaggio nel centro di Valledolmo Sabato 9 e domenica 11 maggio ho avuto la fortuna di assistere a due delle tre tappe che il Giro quest’anno ha voluto gentilmente omaggiare alla Sicilia. Uno spettacolo insolito, splendido quanto a festa ed a successo di pubblico, che ha risposto in maniera massiva e divertita, tenendo alta come sempre la reputazione dell’ospitalità e dell’accoglienza tipicamente siciliana, anche se sicuramente quasi nessuno avrebbe saputo riconoscere i vari Savoldelli, Zabel, Zabriskie, Astarloa… oppure era a conoscenza del perché del forfait di Cunego piuttosto che quello di Petacchi. Grandi manifestazioni di tifo di contro nei confronti del campionissimo Bettini e dei nostrani Visconti, in maglia tricolore ed attualmente in rosa, e Nibali. Ma che la gente sarebbe stata eccezionale si sapeva, e non solo a Palermo dove la crono di sabato ha portato musica, movimento e l’immancabile maremoto tipico del “do ut des” pubblicitario… Persino un piccolo paese come Valledolmo, nella cui via principale il giro è solo transitato fugacemente, si è fermato, congelato, tutti fuori ad applaudire quegli sconosciuti vestiti in maniera variopinta, tutti ad acquistare il kit-ricordo del giro a soli 10 “euri”, tutti a sospingere l’onda rosa nel suo passaggio con cappellini, striscioni, bandierine e quant’altro… perché l’evento è pur sempre un evento! E poi … parliamoci chiaro… ci hanno rifatto le strade! Ecco, appunto, le strade…forse proprio questo è stato il nodo cruciale, il vero e proprio scempio, che ha tanto ben figurato nelle parole iraconde di molti ciclisti, più o meno coinvolti nelle tante cadute susseguitesi in queste tre giornate. Che non avessimo grandi strade si sapeva, ma che si potesse riuscire ad aggiustarle rendendole ancora peggiori di ciò che erano era piuttosto impensabile! Così, i nostri cari eroi a due ruote hanno dovuto cimentarsi con un manto stradale vecchio e scivoloso, intervallato però da vere e proprie toppe d’asfalto atte a sostituire un buco con un bel gradino. Spettacolo ancora più vistoso dalle riprese aeree che mostravano le nostre splendide strade pezzate… E se comunque ciò non bastasse… chiedere a Zabriskie, campione americano a cronometro, che proprio a Valledolmo (in un tratto in cui la strada è stata asfaltata solo per metà corsia… in curva) ha compiuto la prima delle due cadute della giornata, che il povero Zabri avrebbe concluso con una bella frattura della 1a vertebra lombare, abbandonando la corsa da secondo in classifica. Intanto, mentre Riccò, vincitore della seconda tappa, si chiede ancora se avessero visionato le strade prima di acconsentire alla gara, qui qualcuno si è vagamente domandato se e con quale criterio effettivamente tutti i soldi ricevuti per il ricovero del manto stradale siano stati spesi per tale intento… Buh!

Palermo da “sberso”

Dopo la Milano da bere… Interessante settimana di iperattività per Palermo, che raramente ha offerto tante attrazioni… almeno per me… così interessanti. Le danze hanno avuto inizio ieri sera con il concertone al Golden degli Elio e Le Storie Tese, grande performance musicale anzitutto, poi la loro vocazione innata da showmen, col loro tentativo di esportare l’eleganza, e le scorrerie dell’architetto Mangoni, con i suoi svariati travestimenti, hanno fatto il resto. Gli “Eli” hanno eseguito gran parte (non tutti) i pezzi del nuovo album, Studentessi, più un certo numero di vecchie hits ed una buona dose di Dopofestival, esibita durante l’ultimo Sanremo e sublimatasi sul palco del Golden nell’esecuzione del pezzo Sanremese della Tatangelo nella nota riedita versione. Per la cronaca, siamo riusciti anche a conoscere i ragazzi del gruppo, fatta eccezione che per Elio che è sgattaiolato furtivamente via in cerca di divertimenti palermitani (bah)… e francamente, da Faso a Rocco Tanica, passando per Mayer e Cesareo, sono tutti esattamente come li si immagina, persone solari, ironiche, disponibili. Alla fine, molto gradevole a mio parere il fatto che nella loro auto il quinto posto, quello in mezzo nel sedile posteriore, fosse riservato al basso di Faso, che preferisce non affidarlo alle cure del camion dei trasporatori… un dettaglio da niente, ok, ma visto come mi piange il cuore nel vedere certi gruppi spaccare gli strumenti sui palchi… mi è parso questo un gesto molto fine e carino.
Oggi invece, lo sberso continua alle 16,30 in piazza Castelnuovo con la presentazione ufficiale delle squadre del Giro D’Italia, seguita alle 21 dal concerto A-Gratis di Alex Britti. Lo stesso Giro ci offrirà la Cronosquadre d’apertura questo sabato, contornato dalla solita immancabile cornice di programmi televisivi inerenti e dal concerto, la sera, sempre A-Gratis, di Francesco Renga…
Come se non bastasse, lo stesso sabato, ci sarà a Villa Niscemi un incontro con Angela Staude Terzani, moglie del grande Tiziano, in una conferenza organizzata dall’associazione Egeria, della quale credo proprio che scriverò in seguito, possedendo già l’invito (invito che fra l’altro mi consente di portare qualche altra persona, per cui se qualcuno dovesse essere interessato…).
…E comunque in tutto ciò dovrei anche studiare…

Lo Show dei “record”…

…and the winner is…

   Il tizio della foto.  Tale James Woodward, ha stabilito il mirabolante record di 27 anni di reclusione in Texas senza aver fatto nulla… cioè, non che sia l’innocente rimasto più a lungo in carcere, ce ne sarà pure qualcuno di cui si ignora l’esistenza, ma il signor Woodward è stato il detenuto rilasciato dopo la permanenza più lunga in assoluto in un carcere americano. Incarcerato più di 27 anni fa per lo stupro e l’omicidio della propria fidanzata, si era mosso con tutti i mezzi possibili, limitatamente alla sua condizione, per sostenere la sua innocenza e chiedere un esame del DNA, scrivendo diverse lettere a polizia, organi giudiziari e associazioni varie… L’unica “etichetta” che ha preso a cuore il caso del signor Woodward è stata “Innocent Project”, centro legale di New York specializzato in errori giudiziari. Analizzato finalmente il DNA… sorpresona… non apparteneva al Woodward, bensì ad uno stupratore ucciso due anni dopo l’omicidio in questione, durante un tentativo di violenza ad una donna. In realtà è venuto fuori che erano state più persone ad abusare della fidanzata dell’accusato, dato stranamente tralasciato dall’accusa. In ogni caso questo ha alzato un polverone riguardo il funzionamento del sistema giuridico americano, e texano in particolare, basti pensare che quello in questione è il diciottesimo caso di scarceramento per ingiusta condanna nella sola contea di Dallas e, incredibile ma vero, quasi tutti maschi neri (stessa caratteristica ricorrente nei casi affini nel resto degli USA), tanto che lo stesso governatore texano ha ammesso l’impossibilità di negare che ci sia un problema… Ricordiamo fra l’altro che nello stato del Texas vige la pena di morte, soluzione che oltre ad essere tra le più barbare ed incivili, è anche un’arma dai danni irreparabili nelle mani di una giustizia quantomeno “approssimativa” come quella in questione… quindi… fortunato mister Woodgard, 55 anni da Dallas, di cui la metà esatta passata gratuitamente in carcere. Applausi!