31
lug
Io non capisco Doctor House

di: Gabriele

Non capisco Doctor House. Sì, è un bel telefilm, è ben fatto, ha i suoi punti di forza, lo guardo sempre anche volentieri … ma non capisco Doctor House. Tanto per cominciare non ne capisco il grande successo in Italia … il caposaldo della serie: un medico che tratta male tutti ed arriva alla diagnosi dopo sei o settecento tentativi. Bene. Ma la sanità italiana non è forse stracolma di testedimalaminchia (*antico appellativo polinesiano) ?

Seconda cosa… lo svolgimento delle puntate: uno si sente male. Ok. Ospedale … House, non lo vuole vedere, lo vede, non lo vede … lo vede. Prima diagnosi: una a scelta tra Lupus e Legionella (qualsiasi siano i sintomi). Non è quella. Seconda diagnosi, la scartata tra le precedenti Lupus e Legionella. No. 3,  supporre problema al cervello per giustificare la presenza di Foreman, 4, Supporre cancro per giustificare Wilson… intanto, prelevare, fare biopsie, varie ed eventuali. Nessuna diagnosi funziona. 5 … I farmaci rischiano di uccidere il malato, ma se non li prende la malattia uccide il malato… dubbio amletico. Pausa con musica ambient e lui inquadrato in primo piano pensieroso o che spalletta con la palletta. Ripresa del film … si richiede un intervento a caso purché la Cuddy ne neghi l’autorizzazione. 6, l’intervento si fa lo stesso ma risulta mediamente inutile. 7 Grande lezione di vita random. 8 House che parla con persona qualsiasi e gli viene il lampo di genio… 9 House scappa dal malato e minacciando tutti ordina perentorio di sospendere le cure ed Ordina! finalmente! la soluzione di tutti  i mali: “diamogli una Tachipirina, vedrete se non passa sta cazzo de ‘nfluenza”!

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27
lug
Nuvole passeggere in quel di Ballarò

di: Gabriele

E l’unico pensiero che mi viene in mente, aspettando il prossimo temporale … è che devo ancora perfezionare la mia concezione di meritocrazia. Come può essere una cosa degli uomini, quando persino la vita … nel breve periodo … non ne prende granché conto ?

Buh!

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29
giu
Ipse Dixit (soccer edition)

di: Gabriele

Fondamentali, dato il clima di sconforto calcistico, le dichiarazioni che giungono dal palinsesto Rai. Adesso sì, che l’Italia del pallone ha trovato serietà, competenza e dignità!

“Ma dove sono ‘e brasiliane co ‘e gambe du metri …” (Maurizio Costanzo – Notti Mondiali, 29/06/2010)

“Tombolini, non si dice aperte alle donne!” (Maurizio Costanzo – Notti Mondiali, 29/06/2010)

Ma soprattutto: che si sappia, Balotelli ha sostenuto gli orali per il diploma di ragioneria. Ad alcune domande non ha risposto. (tutti i tg nazionali)

Per quanto riguarda il mondo internettiano, invece, scopro solo ora, che quello che per 27 e più anni è stato solo un sospetto è una atroce verità. Il SuperSantos non è un pallone : “Il Super Santos è uno dei giocattoli più diffusi ed economici fra quelli di larga diffusione in Italia. La diffusione del Super Santos risale agli inizi degli anni ’70, quando la Mondo ne cominciò la produzione. Si tratta di una sfera di gomma, di colore arancione rossiccio e percorsa da strisce nere che riprendono – modernizzadolo – lo schema dei vecchi palloni da calcio formati da strisce di cuoio”. (Fonte Wikipedia)

Notevole anche la suntuosa serietà e professionalità con la quale viene trattato il famoso “mistero delle righe”: “Le strisce nere stampate sulla superficie percorrono un’incisione in bassorilievo sulla gomma che ha lo stesso identico disegno, ma le bande nere e l’incisione difficilmente coincidono, per via del processo di stampaggio approssimativo”.

…Servizio pubblico…età…ormoni confusi…smanettoni internettiani…pallone… Mah!

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19
giu
Omaggio a José Saramago

di: Gabriele

Omaggio allo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura, scomparso da pochi giorni. Spesso estremista e criticato, spesso in grado di esprimere con le sue parole la delicatezza della sua arte.

“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: “Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito”.

(da Viaggio in Portogallo, J. Saramago)

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17
giu
Considerazioni banali sulla Costituzione italiana

di: Gabriele

…così tato per dire e senza nessuna ambizione di credibilità… però stamane sentendo in tv debito onorevole ricordarci che la nostra Costituzione è una delle poche rimaste in vita tra quelle della prima generazione (dopoguerra) e che pertanto in molti casi non è proprio attualissima ed andrebbe cambiata… mi è sorta una considerazione da “intermezzo politico al bar dello sport”: La Costituzione italiana va quantomeno revisionata, è vero. Sì, non è ancora malaccio, ma va revisionata. Siamo tuttavia sicuri che vogliamo che sia questa classe politica a farlo? Intendo tutti, da Berlusconi a chiunque si attesti la sinistrorsa conduzione, da Di Pietro a Calderoli, passando per tutti gli altri… ma al di là dei nomi, dall’attuale sistema politico nazionale tutto. Una Costituzione in quanto tale, DEVE quantomeno essere, se non perfetta, almeno ottima, non ci si possono permettere vie di mezzo. Onestamente  … scanso di equivoci … terrei questa Costituzione un’altro pò di annetti … che tanto abbiamo fatto 30… facciamo anche 31. Da par mio, se dovessi aggiungere qualcosa, suggerirei un articolo da inserire trai fondamentali, che ricordasse che il patrimonio naturale e culturale italiano (alberi e monumenti su tutti) è parte imprescindibile dell’Italia stessa e chiunque lo deturpi, distrugga, danneggi e quant’altro vilipende Stato e cittadini tutti. Detto ciò … fine digressione, al bar sport si può tornare a parlare i cose serie: “u vidisti a pirdì a Spagna?”

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15
giu
Esco a fare due passi

di: Gabriele

Già che la festa è appena passata… quattro passi per sgranchirsi le gambe…

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09
giu
Palermo romantica

di: Gabriele

Una foto suggestiva e significativa di un qualsiasi pomeriggio in via Ruggero VII che rende, per una volta, un’immagine colta, serena, gioviale, accogliente… appunto… romantica di Palermo, ben lungi dai soliti quadretti filo-mafiosi propinati a turno da ogni rete nazionale, dove il bene trionfa sul male e qualche buono “se la canta” (muore) sempre. In questo caso nessuno deve vincere su nessuno, c’è un blueser che suona con la sua acustica e la sua armonica a bocca, c’è la giovane architetto che passa sfogliando un libro di Khan, il bambino che mangia il suo gelato alla fragola mentre osserva la magia del calvo suonatore e la mamma che giochicchia col monopattino. Ci sono i volantinari in chiacchiera sullo sfondo ed un uomo che dalla stretta con cui tiene il suo casco sembra, tra l’ufficio e la moto, perferire di gran lungo la seconda. Tutto condito con un’aria di estrema, vigorosa, imprevedibile … normalità.

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08
giu
Ci voleva Garibaldi… ?

di: Gabriele

Che il patrimonio museale di Palermo fosse poco valorizzato ormai è cosa nota e assodata. Diciamo che, ai piani alti, questo aspetto dell’offerta turistica, storica e culturale della città è stato spesso considerato di secondo piano … d’altra parte, cosa se ne faranno mai i palermitani dei musei ?

Dopo anni di onorato servizio… ci voleva una manifestazione per il 150enario dello sbarco dei mille a far avere un’insegna decente al museo geologico Gemellaro?

E fu così che la struttura, sita in corso Tukory (si, c’è un museo in corso Tukory!), adesso, grazie a Garibaldi e soci, possiede un cartellone e degli inserti, che ne reclamizzano la presenza… Un piccolo omaggio del barbuto condottiero, che resta pur sempre in debito, culturalmente, con Palermo, per averci privato del Castello a Mare, di cui ha incoraggiato la distruzione.

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14
mag
Cose di questo mondo…

di: Gabriele

La Libia è tra i 13 paesi eletti ieri dall’assemblea dell’Onu nel consiglio per la protezione dei Diritti Umani.
I premi Nobel alla pace si possono dare postumi ? … no perchè allora Milosevic …

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24
apr
Cogito ergo inquino

di: Gabriele

Una volta un amico mi disse di puntare sempre sulle imprese che si occupano di ambiente, perché (ovviamente quando alla base di esse non c’è nomina politica … altrimenti vedasi caso AMIA a Palermo) finché soggiornerà sul pianeta, l’uomo, non smetterà mai di inquinare. L’inquinamento è un business, un business che crea altri business…
Di ritorno da una riunione della consulta giovanile o all’interno di un bar, dopo settimane di trattative, colloqui, discorsi con personalità più o meno rilevanti e soprattutto di confronto con altre realtà giovanili e giovani di ogni idea, tipo e colore una delle tante conclusioni alla quale sono pervenuto, forse la più tristemente grande, è che i giovani, specie nella mia zona, sono inquinati. Non c’è scampo. Quanto succede è il frutto di anni, decenni, di malgoverno e di sfruttamento intellettuale da parte di pseudo-opinion-leader tornacontisti, che ha generato una sorta di pessimismo cosmico, che porta inevitabilmente, fin dalla tenerissima età, al fare proprie idee ed opinioni di una grettezza e rassegnazione disarmante, spesso distanti finanche dalla realtà dei fatti e tuttavia aderenti ad altre verità, quelle delle scuse e dei luoghi comuni ancor più tristemente usati dalle varie amministrazioni per dar parvenza di conto al volgo di cose che non è dato loro sapere. Accade così, che uno parla con un giovane, una forza fresca, una speranza per il futuro, e si sente vomitare addosso teorie ed espressioni degne del miglior circolo della terza età. Sembra di sentire la voce del padre dell’interlocutore, del nonno o di chissà quale altra figura ormai assoggettata e rassegnata al sistema che, anche grazie al suo apporto (o non-apporto), gli è stato imposto. Ho visto giovani essere come corpi sospesi nel vuoto assoluto, ai quali basterebbe una piccola sollecitazione, una spinta, per farli partire in un moto perpetuo nell’eccessivo niente che li circonda. Ahimé, questi sono come mosche bianche, che svolazzano in una grande discarica abusiva… che non corre rischio alcuno di essere chiusa, perché, anche da questo inquinamento, ci sarà sempre qualcuno che ne farà un business.

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Giai Phong! ecc

Info: Gabriele

 

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