Com’è profondo il mare
Non capisco come qualcuno possa essere rimasto alla antica mentalità secondo cui nel mondo per comandare si ricerca in maniera sfrenata denaro, potere, successo, popolarità e dire che già da secoli la Chiesa ha dato un buon indizio con la celeberrima minaccia dell’inferno post mortem… Veramente bisognerebbe aggiornarsi. E’ ben diverso il panorama che oggi si presenta ai nostri occhi e tutti lo sanno, tutti lo vedono, tutti lo ammettono, sì, ma non fino in fondo. Oggi come oggi si può anche essere leader senza una lira (euro, sterlina o quant’altro) in tasca… La moneta con più valore adesso è la paura. Vero che la paura ha segnato da sempre il cammino storico dell’umanità, fin dagli albori i primitivi erano terrorizzati dalle bestie feroci, poi si temevano gli invasori, poi ancora le epidemie… ma puntualmente l’uomo si è organizzato, ha inventato palizzate, castelli, medicinali… No, oggi tutti hanno paura. E chi incute paura ha il potere, il potere di fare tutto quello che si vuole in barba a leggi, convenzioni, governi… neanche tutto l’oro del mondo potrebbe comprare ciò. Prendiamo i grandi Stati Uniti, che tanto sembrano primeggiare ovunque… fiato sul collo alla Russia e in pompa magna va a portare aiuti in Georgia con le forze armate, con tanto di inno e alzabandiera, per incutere, appunto, timore [non scendiamo nel merito di chi abbia invaso chi nello scontro Russia - Georgia, perchè anche lì ci sarebbe da perdersi]. Si lanciano bombe sui paeselli per prendere un mezzo talebano per fare vedere che si è forti e ci sono risorse da sprecare. Ebbene, i tanto potenti USA si zittiscono di fronte agli scempi cinesi… al massimo buttano là qualche battuta… poi, si ritirano nelle loro “cose più importanti”. Viviamo nel mondo più vigliacco della storia. Guardiamo l’Italia, che seppur si districhi discretamente nel panorama internazionale, scappa via con la coda fra le gambe al solo sentir nominare l’impero cinese. “Eh… ma noi chiediamo agli atleti un segno di protesta per le violazioni dei diritti umani in Tibet” dice la ministra Meloni… Ma Petrucci dal CONI molto più giustamente risponde: “ma queste cose non le dovrebbe fare la politica?”. “Non mi dispiacerebbe che gli atleti protestassero, mi complimenterei con loro” dice il ministro La Russa. Risponde Rossi, ancora col remo in mano, “ma queste cose non dovrebbero farle i politici?”. Si sono appena concluse le olimpiadi con gli arbitraggi più scandalosi della storia, medaglie prese e regalate a piene mani. Difficoltà estrema per un Paese estraneo a Cina o Russia di primeggiare in uno sport di Giuria o con arbitraggi influenti [chiedere notizie alle ragazze della ginnastica artistica o a quelli degli anelli o ancora alle fiorettiste o al pugile Russo...]. E mentre nel loro piccolo gli atleti dedicano a chi soffre medaglie e regalano tute e maschere da scherma [esempio lampante l'intervista a Repubblica della Granbassi], sempre più convinti di aver partecipato ad un teatrino in cui lo sport era solo l’allegra cornice; il Comitato Olimpico si lamenta perchè Bolt esulta troppo dopo aver compiuto un’impresa ai limite dell’umano o perchè Spagna e Georgia vorrebbero listarsi a lutto… E vabbè… anche noi abbiamo fatto la nostra, magra, codarda figura. L’ennesima, viste le centinaia di altre oppressioni nel mondo sulle quali si tace in massa e si dimenticano quando non fanno più notizia [do you remember Myanmar? No? strano, qualche mese fa sembrava il caso del secolo... e ora ? che fanno lì ? si spara ? non si spara ? qualcuno ne sa niente??? e Mugabe? che fa Mugabe? ]… ma che si lasci da parte lo sport almeno, quell’unica stupida attività dove anche un Keniano può estasiarsi per la prima medaglia d’oro della storia del suo paese vinta nella Maratona e noi possiamo avvilirci o gioire del dominio incontrastato del gigante Cammarelle, che dopo l’oro nei pesi massimi dichiara: “io sono vicino a chi soffre, ma sono cose a cui comunque deve pensare la politica, mica posso andare la e prendere a cazzotti tutti…”
Posted: Agosto 24th, 2008 under Approfondimenti, Le Brevi Considerazioni by Gabriele.
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Colgo la citazione, non tanto dalla celebre canzone quanto da un epico servizio del mitico Ruoppolo, il Vespa di Teleakras. Finito il periodo di riposo, riparte giai Phong e lo fa con la pubblicazione in anteprima del “numero olimpico” de “La Virgola“, da oggi scaricabile qui a destra –> lì dove c’è la fotina. Trattasi di numero pirotecnico, che, seppur con mille intoppi durante realizzazione e stampa e con qualche errore di battitura sfuggito per stanchezza, mira a riscuotere finalmente il successo meritato… Leggetevillo!
A sinistra: Ritratto del versante occidentale del corridoio del quinto piano della Facoltà di Scienze della Formazione in attesa dell’esame di… Inglese 1, Inglese 2, Orale Inglese 2, Filologia Germanica, una sorta di materia in modulo con letteratura italiana della quale disconosco il nome… varie ed eventuali… che avranno luogo di lì a breve nelle aule: 501, 501, 501, 501 e… 501. A Destra: Immagini tratte dal concerto di Woodstock 1969? mmm… no, non mi pare di aver sentito cantare nessuno… piuttosto direi… ritratto del versante orientale del suddetto corridoio… altri studenti in attesa per le suddette materie nellE suddettE aulE 501.
“Un uomo intelligente, mettendosi gli occhiali, ha fatto distinzione, tra gli esseri animali e quelli vegetali”. Inizia così una delle più famose canzoni degli “alternativi” Bluvertigo, pezzo ormai datato 1997… e continuava “se non esistessero i fiori, riusciresti a immaginarli [...] le stelle che riesco a vedere, sono una piccola percentuale, esiste tutto ciò che io non riesco ancora a immaginare… E’ praticamente ovvio che esistano altre forme di vita” … ma questa era solo una canzone, così come prima ancora nel tempo Star Trek altro non era che un telefilm velatamente spaziale, ma che trattava sullo sfondo temi come l’integrazione delle diversità… ok. Oggi però l’uomo intelligente ha rimesso gli occhiali… e allora grandi rivelazioni “si può credere in Dio e negli extraterrestri” … frase che l’avesse detta chiunque avrebbe lasciato il tempo che trova… chiunque tranne la persona che l’ha pronunciata, il gesuita argentino José Gabriele Funes, teologo e astrofisico… ma non solo, capo degli astronomi e della specola vaticana. In vero non è la prima volta che Funes si lascia andare a simili dichiarazioni, ma in questa occasione, il fatto di aver scelto come mezzo di divulgazione le pagine del “solenne” Osservatore Romano, danno al tutto un che di pomposo e risonante. “Come esiste una molteplicità di creature sulla terra così potrebbero esserci altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non contrasta con la nostra fede, perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio”. Sicuramente Ineccepibile e pacata la teoria, tanto da poter insinuare il dubbio anche nel credente più fervente. Una bella apertura questa di padre Funes, che toglie un pò di polvere dalla cornice dell’immagine che la Chiesa ultimamente offre di se stessa, sempre più tendente verso le vecchie chiusure. Chi perde l’occasione è ovviamente l’intervistatore, che non può esimersi dal chiedere “da chi fossero stati redenti questi alieni” … solita ambizione tumorale ecclesiastica del monopolio della redenzione… e “se fossero peccatori?” … da applausi la risposta del padre, che probabilmente è la vera bomba dell’intervista, visto i comportamenti della Chiesa nei secoli, “Non è detto che essi debbano aver bisogno della redenzione”. Già… magari non ne avevano bisogno anche molti altri “esseri diversi”, non così lontani da noi… ma questo è un altro discorso… attendiamo con ansia, magari saltano fuori sviluppi positivi anche da questo fronte…
Dopo la Milano da bere… Interessante settimana di iperattività per Palermo, che raramente ha offerto tante attrazioni… almeno per me… così interessanti. Le danze hanno avuto inizio ieri sera con il concertone al Golden degli Elio e Le Storie Tese, grande performance musicale anzitutto, poi la loro vocazione innata da showmen, col loro tentativo di esportare l’eleganza, e le scorrerie dell’architetto Mangoni, con i suoi svariati travestimenti, hanno fatto il resto. Gli “Eli” hanno eseguito gran parte (non tutti) i pezzi del nuovo album, Studentessi, più un certo numero di vecchie hits ed una buona dose di Dopofestival, esibita durante l’ultimo Sanremo e sublimatasi sul palco del Golden nell’esecuzione del pezzo Sanremese della Tatangelo nella nota riedita versione. Per la cronaca, siamo riusciti anche a conoscere i ragazzi del gruppo, fatta eccezione che per Elio che è sgattaiolato furtivamente via in cerca di divertimenti palermitani (bah)… e francamente, da Faso a Rocco Tanica, passando per Mayer e Cesareo, sono tutti esattamente come li si immagina, persone solari, ironiche, disponibili. Alla fine, molto gradevole a mio parere il fatto che nella loro auto il quinto posto, quello in mezzo nel sedile posteriore, fosse riservato al basso di Faso, che preferisce non affidarlo alle cure del camion dei trasporatori… un dettaglio da niente, ok, ma visto come mi piange il cuore nel vedere certi gruppi spaccare gli strumenti sui palchi… mi è parso questo un gesto molto fine e carino.