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Brevi considerazioni sulle elezioni europee

Allora… detta in breve, alla luce di quanto accaduto, pare che la gente non sia poi tanto “presa” da Berlusconi quanto Silvio pensasse, di contro non si fida neanche dell’alternativa presentata dal PD, che però pur tenendo alle europee frana alle provinciali. Exploit dei populismi di IDV e Lega, a quanto pare il mito di “noi contro lui/loro brutti sporchi e cattivi” non tramonta mai.

Da segnalare: Firenze, dove la sinistra si autocostringe al ballottaggio grazie alle solite beghe intestine. L’exploit della Serracchiani che all’esordio fa più voti di Bossi nella sua circoscrizione. Il binomio PD – IDV che per numero di voti “potenzialmente” sarebbero il primo partito a Palermo (sempre alla luce di quanto successo in questa tornata elettorale) … cosa che in una città come il capoluogo siciliano puzza più come avvisaglia al sindaco Cammarata…

Per il resto tutto inutile chiacchiericcio, anche perché è alquanto stupido far confronti tra le ultime politiche e queste, dato che ha votato in questo caso poco più della metà degli aventi diritto… e intanto tutti lo fanno… boh, evidentemente di qualcosa si dovrà pur parlare.

(p.s. Chissà che anche qui apparirà Cappato urlando che non gli si da spazio come fatto da Vespa e Vinci e immagino da tanti altri ancora hahahaha)

E il naufragar mi è “dolce” in questo mare

Evidentemente quest’anno giugno non è ancora tempo di raccolta…

Finché la barca va…

Pubblico qui il mio articolo sull’accaduto. Le foto sono mie e fanno parte di un micro reportage fotografico fatto la mattina dell’incidente.

Paura nella notte a bordo del traghetto Vincenzo Florio della flotta Tirrenia, partito da Napoli alla volta di palermo, a causa di un brutto incendio divampato probabilmente nella stiva. Illesi gli oltre quattrocento passeggeri, giunti al porto di Palermo grazie alle scialuppe di salvataggio. Diversi di loro sono però stati portati precauzionalmente negli ospedali del capoluogo siciliano per controlli, presunte intossicazioni da fumo o lievi ferite e contusioni. Niente da fare tuttavia per gli automezzi stivati sulla Florio, nave fra l’altro non nuova ad incidenti del genere.
Secondo il racconto di alcuni passeggeri tutto sarebbe iniziato con un forte odore di fumo già nelle primissime ore del mattino, che poi si sarebbe concretizzato in una fitta coltre. C’è anche chi dice di esser stato sul punto di gettarsi in mare, vedendo  le fiamme che davano l’impressione di provenire sia da poppa che da prua. Secondo un uomo del servizio rimorchiatori sembra che la situazione del traghetto, tenuto fermo 25 miglia a largo dove rimorchiatori e barche dei pompieri stentavano fino a tardo pomeriggio a domare l’incendio, sia stata resa maggiormente critica dal malfunzionamento dei bocchettoni di sicurezza nella stiva e che quindi la nave sia stata costretta ad imbarcare acqua in altri modi.
Un pizzico di gioia, infine, sulla banchina del porto, all’arrivo intorno a mezzogiorno degli ultimi uomini dell’equipaggio, trasportati a terra dalle imbarcazioni della Guardia di Finanza, mentre solo il comandante della Florio è rimasto a bordo della nave dei pompieri nei pressi del traghetto.
Alacre ed efficiente il lavoro dei soccorritori, così come quello delle associazioni di primo soccorso e delle forze dell’ordine. Riguardo la nave, invece, la Capitaneria di Porto ha comunicato che non potrà essere trasportata in porto finché non sarà messa in sicurezza, dopodiché, nella migliore delle ipotesi, auto ed effetti personali potranno essere recuperati entro 48/72 ore, dopo aver lasciato spazio alle indagini per scoprire cause ed eventuali responsabilità e malfunzionamenti. Sul caso è stata infatti già aperta un’inchiesta da parte della magistratura.
I passeggeri tuttavia sono stati invitati ad essere pessimisti, specie riguardo le condizioni dei mezzi di trasporto, vista la mole dell’incendio ed il divampare di questo proprio nei locali dove erano stivati camion ed auto.

Cosa non si fa per una palla che rotola

Ecco l’unico modo in cui sono riuscito a “guardarmi” Juve – Inter… Cosa non si farebbe…

…e arrivarono pure i Polli Giganti!

Da qualche giorno alla Stazione Centrale di Palermo sono stati esposti questi due simpaticissimi esemplari di pollo preconfezionato, spennato, etichettato, ma soprattutto GIGANTE. La simpatica installazione, che arriva fin a toccare il tetto della pensilina prossima ai binari è opera pubblicitaria nientemeno che dell’ Unione Europea. Fa parte infatti di una serie di spot “pro-voto” per le elezioni del 6-7 giugno, campagna che mira a far capire ai cittadini UE l’importanza della loro scelta elettorale, e che per farlo si serve di mezzi simbolici molto efficaci… ci sono le mele, i trattori, le energie rinnovabili, il muro di cinta contrapposto alla siepe… ecc ecc (potete trovarli tutti in questa sezione del sito del Parlamento Europeo).

Ora, onestamente, Unione Europea o non Unione Europea, la cosa fa comunque un bel pò senso. Sì, va bene, impressionante la verosimiglianza dei defunti ex pennuti, la precisione delle etichettenel pollo di destra e la cura nel confezionamento… Ottimo finanche il messaggio, molto utile sicuramente e messo in un punto molto trafficato, non solo da palermitani, della città, ma la domanda sorge comunque spontanea, tra tutta l’ampia gamma di scelta che offriva la campagna pubblicitaria così orientata… picchì giustu giustu i polli???

Questione di scelte

La società Tophost.it, provider che ospita il nostro sito e quello della Consulta Giovanile di Valledolmo, senza molti clamori, ha deciso di contribuire in maniera molto limpida ad aiutare le popolazioni Abruzzesi recentemente colpite dal sisma che ha distrutto l’Aquila e dintorni. In una piccola mail ha spiegato agli utenti la scelta e le modalità di tale aiuto, senza sbandierarlo in giro o fregiarsi di ciò.

Alla luce dei fatti, mi ritengo ancora più soddisfatto per aver scelto la presente società hosting per Giai Phong… magari ogni tanto il sito non è visibilissimo, ma non mi pare sia un gran problema… la vita in fondo è questione di scelte.

Due giorni con Mauro Pagani

Mauro Pagani durante la presentazione del libro da FeltrinelliGiovedì 3 e Venerdì 4 Aprile Palermo è stata teatro di una speciale due giorni all’insegna della musica e di un sapore anni ’70 grazie a Mauro Pagani che, dopo aver allietato, armato del suo violino, di flauto traverso di andersoniana memoria, chitarre e bouzuki, 200 fortunati al teatro CcpAgricantus; ha colto l’occasione, il giorno dopo, per presentare il suo primo romanzo “Foto di gruppo con chitarrista” alla Feltrinelli di via Cavour.
Entrambi gli spettacoli sono stati un incredibile susseguirsi di emozioni. Il polistrumentista bresciano, ex Pfm e protagonista della scena “progressive” internazionale degli anni ’70, al punto di essere apprezzato ed insignito di onorificenze in paesi come Stati Uniti e Giappone, ha deliziato il pubblico insieme al duo Joe Damiani, batteria, ed Eros Cristiani, tastiere, proponendo oltre a pezzi propri, anche brani tratti dai primi album di Genesis, King Crimson e Maha Visnu Orchestra, che hanno segnato la formazione musicale dell’artista. Estasiato il pubblico, ovviamente, durante l’esecuzione dei brani dello storico album Creuza de Ma di De André, di cui Pagani è coautore e c’è anche spazio per My God dei Jethro Tull, per un omaggio agli Area di Demetrio Stratos e per la commozione con la dedica del pezzo “Neutte” al grande Beppe Quirici, bassista ed arrangiatore di Ivano Fossati scomparso due giorni prima del concerto. Il finale, poi … è stato fatto di impressioni … di settembre ovviamente, con la canzone che forse più di tutte ha segnato il suo percorso e quello della Pfm.Durante il concerto al ccpagricantus
Il giorno dopo alla Feltrinelli, incalzato dalle domande di Mario Azzolini, Pagani parla anche della fine del rapporto “coniugale” con la Pfm, delle divergenze di visione sul futuro del “prog” e delle successive carriere parallele, ma soprattutto parla di periodi controversi, gli anni ’70, anni della contestazione e delle rivolte studentesche, fatti di musica ma anche di botte, di uova riempite di vernice ma anche di molotov, di finanziamenti misteriosi che giungevano dalla Cina di Mao e di Gladio. Un periodo di profonde fratture e contraddizioni, vissuto in prima persona da Mauro Pagani, che decide di mettere questa visione del tempo che fu attraverso gli occhi di un musicista, Sonny, che poco ne capisce di politica ed il cui unico scopo è suonare. Durante il romanzo Sonny si scontra con tutte le stranezze dell’epoca in cui vive, attraversando situazioni realmente vissute dall’autore stesso, che il protagonista incontra più volte durante il romanzo, così come incontra, in un voluto omaggio, Demetrio Stratos ed altri protagonisti della storia personale del Pagani.
Il ragionamento alla base del revival paganiano degli anni ’70 non è di tipo idealistico, egli stesso si ritiene infatti uno che il ’68 lo ha perso, per le illusioni, per come si sono articolati gli anni a venire e sicuramente per la scelta criticabilissima dei “modi” della contestazione, pur non risparmiando una critica seria ai tempi correnti, tempi del torpore, in cui si vive l’estremo opposto delle contestazioni dell’epoca, ossia il ripetuto annuire ed aderire a tutto ciò
La dedica autografata sulla nostra copia del libroche ci viene proposto nei modi e termini in cui ci viene proposto, della mancanza di attività, di impegno delle singole persone, e della classe dei “politici di mestiere”. “Nessuno butterà la spazzatura al posto nostro” ci ricorda Mauro durante la chiacchierata, due ore e mezza di storia pura, di racconti del vissuto di una persona tra tante che hanno gravitato nell’orbita di un ventennio complicato, racconti soggettivi, magari, ma sicuramente illuminanti quando nessuno di “noi” nuove leve ne ha mai studiato nulla a scuola o su libri ufficiali. È strano come di una storia di cui potrebbero esserci straordinari documenti e testimonianze umane se ne parli talmente poco sui banchi e nelle aule, salvo per farne biechi e faziosi strumenti di propaganda. Così anche Foto di gruppo con chitarrista, nel suo piccolo, sarà uno strumento per capire, fare tesoro e non ripetere gli errori del passato e Mauro Pagani, avrà consegnato l’ennesima parte di se al suo pubblico entusiasta.

A Palermo il Crocifisso della discordia

In questi giorni, dal 22 Marzo al 4 Aprile il piccolo crocifisso in legno di tiglio recentemente acquistato e restaurato dallo Stato in quanto attribuito nientemeno che ad un giovane Michelangelo Buonarroti sarà ammirabile dagli occhi di tutti gratuitamente alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo.
Il crocifisso ligneo è stato recentemente al centro di molte discussioni mediatiche tanto a causa della sua attribuzione quanto per il fatto che lo Stato sborsasse 3milioni e 200mila euro per un “attribuito”, che secondo diversi altri critici invece non sarebbe michelangiolesco, ma riconducibile ad altri artisti dell’epoca come Baccio da Montelupo.
L’esposizione da parte del Museo Sant’Anna è molto ben curata e ciò fa veramente onore alla Galleria, che ha saputo organizzare in maniera magistrale l’evento dedicando al crocifisso ben due stanze della sezione “mostre contemporanee”. Nella prima stanza, che introduce alla seconda più piccola in cui si trova il crocifisso, è esplicato tutto il cammino dell’opera, dalla biografia del presunto autore ed il perché questo piccolo capolavoro sia stato attribuito allo stesso. Attraverso la riproduzione di molti particolari dell’opera, come la struttura muscolare e le proporzioni riconducibili ad un altro crocifisso del Michelangelo esposto a Firenze, piuttosto che certi altri dettagli messi a confronto con opere ben più note come il Mosè ed il David e in ultimo il piccolo crocifisso ligneo trovato incompleto in casa Buonarroti. Nei pannelli esplicativi, oltre ad interessanti note tecniche sulla tecnica di incollatura e lavorazione del legno, non mancano i riferimenti agli altri artisti del 4-500 ai quali sarebbe potenzialmente stato attribuito dai critici discordanti il crocifisso, evidenziando i punti di discrepanza con le opere e gli stili di questi ed avvalorando chiaramente la tesi sposata ufficialmente.
L’opera, nella seconda stanza, è esposta con classe ed eleganza nella penombra all’interno di un cubo di plexiglass trasparente sapientemente illuminato che sembra quasi sospeso per aria, ricordando i famosi diamanti da rubare dei film. Questa esposizione permette una visione ravvicinata a 360 gradi da parte del pubblico del crocifisso che si scopre, una volta visto, essere stato veramente molto maltrattato da foto e video pubblicati che non gli rendono per niente giustizia. L’opera per un semiprofano come chi scrive è veramente molto bella, i lineamenti, il legno chiaro (molto più chiaro di quanto non dia a vedere la foto dei depliant), la policromia che arriva a sfumare nel particolare della barba lo rendono comunque un’opera unica, di una bellezza estremamente delicata.
Volendo tralasciare il punto della dubbia attribuzione, mi preme trattare l’opera comunicativa di cui il crocifisso, con la sua iniziale trionfalistica esposizione a Montecitorio e con il successivo tour che lo ha portato a Palermo e presto anche a Trapani, è protagonista in quanto segnale dato da uno Stato che intende far capire di aver sì speso per un’opera dall’eccezionale valore artistico, ma che lo ha fatto perché questa appartiene alla nostra cultura e tradizione italiana e quindi deve essere data agli italiani, che ne possono fruire liberamente e gratuitamente ovunque essa venga esposta prima di trovare la sua collocazione definitiva. Un ultima considerazione va al Sant’Anna, che come per la temporanea di De Chirico, ancora una volta supera a pieni voti la sfida delle grandi opere e per Palermo che di tali sfide ha una giusta fame.

No! I cestini nooo!!!

E dove poteva accadere se non … all’ormai celeberrimo Albergo delle Povere, del quale si vede fra l’altro anche uno splendido riflesso della cupola in misterioso cotto verde risalente al ‘700 che incanta sopra il chiostro in cui si trova il bagno in questione.

Si ringrazia a questo proposito una lettrice molto speciale che ha segnalato il presente cartello, il quale campeggia anche sulle porte degli altri bagni dell’albergo, che intima alla gente di non gettare carta e similari nelle “tazze”, ma al contempo di NON usare i cestini dei quali i bagni sono forniti … chissà per quale oscuro motivo poi… Misteri della pratica … e della grammatica!!!

Bloccati

Qualcosa mi dice che questo fine settimana è meglio restare a Palermo (dove in ogni caso sarei rimasto) … ma pare che il mio da esilio volontario sia diventato obbligo… causa meteo…

E i miei si divertono a mandare mms con foto come la qui presente hehehe…